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  • Vintage – Le origini…
    Per risalire alle origini di Radio Sound bisogna addentrarsi in alcune storiche vie di Piacenza, come via Beverora, dove, nei primi anni Settanta, un ragazzo di nome Carlo Rossi aprì un laboratorio di riparazione radio e televisioni. Fu proprio in quella piccola ‘officina’ che Radio Sound vide la luce. «I programmi erano condotti da un gruppo di giovani che arrivavano in radio con i loro dischi. Tra di loro: Gianfranco Pozzi, Bruno Busconi, Filiberto Putzu, Victor Marchi, i fratelli Petrali… Più di cento voci che hanno accompagnato la crescita della Radio», ricordava Rossi. Nel 1977 Radio Sound venne ufficializzata e quello che fino a quel momento era stato solo un hobby, divenne un’attività a tutti gli effetti. E come i vinili sui giradischi, anche le cose per Radio Sound hanno iniziato a girare e non hanno più smesso di farlo…
  • Vintage – L’arrivo di Rita

    Carlo Rossi era la mente di Radio Sound. Il ‘cuore’ arrivò poco dopo l’ufficializzazione del 1977. Fu infatti in quegl’anni che Rita Nigrelli approdò alla promettente Radio piacentina. Per lei fu subito amore. I suoi compiti? Leggere il notiziario e condurre un programma serale di dediche e richieste con l’amica Marina. Con un timbro di voce musicale e suadente, una dizione naturale quasi perfetta, si fece presto strada e in men che non si dica venne soprannominata ‘The Voice’. E così, Carlo e Rita diedero un’anima all’emittente destinata a diventare il punto di riferimento di piacentini e non solo.

    Oggi Radio Sound prosegue nella sua avventura anche con Laila e Mirko, i figli di Carlo Rossi e Rita Nigrelli che hanno scelto di mandare avanti questa attività.

  • Vintage – Marina Fiordaliso
    La celebre cantante Marina Fiordaliso prima di tutto fu una delle dj più seguite e apprezzate dai radioascoltatori piacentini. Tra gli anni Settanta e Ottanta conduceva infatti dai microfoni di Radio Sound, insieme a Cesare Ansaldi, un prgramma dedicato al liscio. Più che mettere dischi, lo scoppiettante duo faceva intrattenimento. Il pubblico li amava. «Bisognava essere molto attenti, veloci e fare tantissime cose contemporaneamente. Un’esperienza, quella alla radio, che ricordo con grande piacere e che mi ha accompagnata nei primissimi anni di carriera, quando ancora cantavo insieme a mio padre», ricorda Fiordaliso.